Giovedì, 18 Agosto 2005 - Sant'Elena, imperatrice  

Le Fonti francescane biografiche
Considerazioni sulle Sante Stimmate
Introduzione
Prima considerazione sulle stimmate
Seconda considerazione
Terza considerazione
Quarta considerazione
Messere Ieronimo tocca le Stimmate
Giorno e anno della morte di san Francesco
Canonizzazione
Quinta e ultima considerazione
Francesco rivela a un frate le parole del Serafino
Francesco dopo la morte appare a frate Giovanni della Verna
Visione di un frate defunto, liberato per le stimmate
Un cavaliere ha la conferma della morte di Francesco
Papa Gregorio IX ottiene la certezza sulle Stimmate
Francesco dopo la morte appare a frate Giovanni della Verna

COME SANTO FRANCESCO ESSENDO MORTO APPARVE A FRATE GIOVANNI DELLA VERNIA STANDO IN ORAZIONE


1954
In sul monte della Vernia apparve una volta santo Francesco a frate Giovanni della Vernia, uomo di grande santità, istando egli in orazione, e istette e parlò con lui per grandissimo spazio: e finalmente volendosi partire sì gli disse: «Domandami ciò che tu vuogli». Disse frate Giovanni: «Padre, io ti priego che tu mi dica quello che io ho lungo tempo disiderato di sapere, cioè quello che voi facevate e ove voi eravate quando v'apparve il Serafino». Risponde santo Francesco: «Io orava in quello luogo dove è ora la cappella del conte Simone da Battifolle, e chiedea due grazie al mio Signore Gesù Cristo. La prima, che mi concedesse in vita mia che io sentissi nella anima mia e nel corpo mio, quanto fosse possibile, tutto quel dolore il quale egli avea sentito in se medesimo al tempo della sua acerbissima passione. La seconda grazia ch'io gli addomandai si era che similmente io sentissi nel cuore mio quello eccessivo amore del quale egli s'accendea a sostenere tanta passione per noi peccatori. E allora Iddio mi mise nel cuore che mi concederebbe di sentire l'uno e l'altro, quanto fosse possibile a pura creatura: la quale cosa bene mi fu adempiuta nella impressione delle istimate». Allora frate Giovanni il domanda se quelle parole segrete le quali gli avea dette il Serafino erano istate in quel modo che ricitava quello santo frate detto di sopra, il quale affermava che le avea udite da santo Francesco in presenza d'otto frati. Rispuose santo Francesco che così era il vero, sì come quel frate dicea.
Allora frate Giovanni prende sicurtà di domandare, per la liberalità del conceditore, e dice così: «O padre, io ti priego istantissimamente che tu mi lasci vedere e baciare le tue gloriose istimate, non perch'io ne dubiti niente, ma solo per mia consolazione; però ch'io ho questo sempre disiderato». E santo Francesco liberamente mostrandogliele e porgendogliele, frate Giovanni chiaramente le vide e toccò e baciò. E finalmente il domandò: «Padre, quanta consolazione ebbe l'anima vostra veggendo Cristo benedetto venire a voi a donarvi i segnali della sua santissima passione! Or volesse Iddio che io ne sentissi un poco di quella suavità!». Risponde allora santo Francesco: «Vedi tu questi chiodi?». E frate Giovanni: «Padre, sì». «Tocca un'altra volta», dice santo Francesco, «questo chiovo ch'è nella mia mano». Allora frate Giovanni con grande reverenza e timore tocca quello chiovo, e subitamente in quello toccare tanto odore n'uscì, come una vergola di fumo a modo che d'incenso, ed entrando per lo naso di frate Giovanni, di tanta soavità empiette l'anima sua e 'l corpo, che immantanente egli fu ratto in Dio in estasi e diventò insensibile; e così ratto stette da quella ora, ch'era terza, insino a vespro .
E questa visione e dimestico parlare con santo Francesco frate Giovanni non disse mai ad altri ch'al confessore suo, se non quando venne a morte, ma essendo presso alla morte, lo rivelò a più frati.
A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen.



 
 



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